Quella volta che un torneo di freccette si è rivelato un’ottima strategia di team building

Ho recentemente scoperto di essere bravina a freccette.

Tira una volta, tira due, tira tre ho realizzato che forse forse non sono la schiappa che credevo di essere. All’inizio quando vincevo pensavo fosse la fortuna del principiante (ah, l’autostima!), e invece…

Chiaramente non vinco sempre, altrimenti a quest’ora sarei una super-campionessa.

Che poi, anni e anni ad autoconvincermi che io mira zero e invece… pensa te quante cose si imparano nella vita. E nelle occasioni più strane!

Infatti non l’ho scoperto giocando in un bar con una freccetta in una mano e una birra nell’altra.

L’ho scoperto quando in agenzia abbiamo deciso di sfidare altre agenzie in una gara di freccette a scopo benefico.

Non è raro infatti che un’agenzia di comunicazione come la nostra scelga di organizzare un evento di questo tipo che permette ai creativi di incontrarsi, conoscersi, scambiarsi idee. E naturalmente sfidarsi in un contesto più leggero di quanto accade abitualmente, che sia la gara per ottenere il progetto di un potenziale cliente o la contesa per aggiudicarsi un Award di comunicazione.

In questi ultimi anni noi di copiaincolla abbiamo sempre partecipato ai tornei  a cui ci hanno invitati, ma forse non essendo mai stati l’agenzia ospitante, non abbiamo mai sentito particolarmente “nostra” la competizione.

Anche se lasciatemi dire che in occasione della prima partita della prima edizione della Besta – un torneo di FIFA organizzato dall’agenzia NOku – abbiamo fatto il tifo davvero come alla finale dei mondiali.

Con tanto di cena a base di pizza, birra e tutto quello che ci si aspetta di trovare in un gruppo di amici che guardano Italia-Francia a Berlino 2006. Non è finita proprio come quell’anno, ma non importa. Abbiamo portato a casa una bella serata tutti insieme.

E che alla FoosBOL cup abbiamo vinto il premio come miglior tifoseria, scatenando l’invidia di non poche persone.

Quando è arrivata l’ora del nostro contest di freccette, abbiamo iniziato ad allenarci.

Addirittura abbiamo organizzato un torneo interno per arrivare preparati al meglio alla coppaincolla ufficiale (questo il nome del nostro evento).

È stata allestita una postazione di gioco accanto alla nostra sala di posa e a ogni pausa ci siamo ritrovati a giocare, prima in due, poi in tre, poi in quattro… nel giro di poco si è creato un bel gruppetto. Inizialmente l’abbiamo presa alla leggera, ma poi ci è salito lo spirito agonistico e sono iniziate vere e proprie sfide.

Tra un lancio e l’altro si rideva, si scherzava, ci si lanciava frecciatine (non freccette!), insomma si faceva (ancora più) gruppo. Abbiamo formato squadre mettendo insieme le persone più diverse, caratterialmente e professionalmente parlando.

E così si è scoperto che Luca, che le prime freccette le ha lanciate sul backdrop allestito dietro al bersaglio per proteggere il muro, quando si appassiona a una cosa ci mette anima e corpo. Guardava su Youtube i video della World Darts Championship per carpirne i segreti e nel giro di un paio di settimane era tra gli avversari più temibili da battere.

Che Fede, anche con un calo di zuccheri lancia delle bombe che rischiano di abbattere il bersaglio.

Che Lorenzo, anche se è tuo avversario è un ottimo motivatore e ti incita come se foste nella stessa squadra alla finale delle Olimpiadi (ma poi, perché le freccette non sono ancora uno sport olimpico?).

È andata a finire che eravamo una squadra fortissima, abbiamo organizzato un evento stupendo e poi… siamo arrivati secondi!

Ci piacerebbe dire che l’abbiamo fatto apposta, in realtà abbiamo trovato qualcuno più forte di noi (o più fortunato!!!).

Questa in particolare era l’attività che non ti aspetti. Che nasce con uno scopo (l’evento), ma che ha un risvolto (100% positivo) inaspettato. Chi l’avrebbe mai detto che due tiri a freccette avrebbero riscosso così tanto successo? Anche chi era più timido e “impaurito” da un’ipotetica brutta figura alla fine si è lanciato e ha fatto una partita. Addirittura abbiamo scoperto dei talenti.

Il bersaglio ormai ha trovato una sua collocazione definitiva nella sala biliardino, è stato testimone di riunioni, altri tornei interni, consegne di regali di Natale, è stato lui stesso addobbato con le lucine per le feste, insomma è diventato a tutti gli effetti uno di noi.

Personalmente, al di là del risultato della coppaincolla ritengo che sia stata un’ottima occasione di team building. L’argomento è a noi molto caro, è una cosa a cui teniamo particolarmente fin dalla fondazione dell’agenzia. Anche se non amiamo particolarmente la parola team building, di cose ne abbiamo fatte parecchie negli anni (tra viaggi, gite, eventi…) e continueremo a farne.