Un luglio di (campagne) serie…

Visto che, anche a me, questa volta è venuto il blocco dello scrittore (ve ne ha parlato un po’ di tempo fa il mio collega Gianluca) e che non c’è due senza tre, ho deciso di dirigermi nuovamente nella “safe zone” delle serie tv.

Lo scorso mese è stato un ottimo periodo per ricaricarsi dopo lavoro gustandosi una buona serie tv.

The Boys

Comincio parlandovi di “The Boys”, una serie tv Prime Original (e mo’ te lo devi fare quell’Amazon Prime!) che racconta di come sarebbe realmente il mondo se esistessero i supereroi.

I principi che ci hanno insegnato i vari film della Marvel e DC in questi anni vengono completamente ribaltati. Qui i supereroi sono esseri dotati di poteri che sviluppano solo i lati peggiori della mentalità umana, fuorviati da un mondo dove il marketing li rende “oggetti in vendita”.

In ogni caso, ho voluto metterla per prima perché ci sono degli aspetti in comune con quello che facciamo tutti i giorni a copiaincolla. Ci sono Social media manager che curano i profili Instagram e Twitter dei supereroi, le cui campagne marketing possono essere paragonate a quelle che studiamo e ideiamo per il prodotto di punta di un’azienda. Insomma, gli aspetti da #agencylife pompati all’ennesima potenza.

Guardate questa serie e poi chiedetevi se siete ancora sicuri di voler vedere sfrecciare un Superman nel cielo. Io no.

 Stranger Things

Eccola qua. La serie che ha causato più discussioni e “ssshhh” in ufficio. Confesso che ho passato le giornate a minacciare con lo sguardo i colleghi che l’avevano già vista.

La trama è la solita: il gruppetto di ragazzi salva il mondo da esperimenti governativi segreti che attraggono esseri di altre dimensioni piuttosto arrabbiati. Trattandosi della terza stagione, ormai non c’è niente di nuovo da scoprire, ma l’ambientazione anni ’80 che fa molto E.T. è sempre molto bella.

Forse è la prima serie per la quale non ho sentito un bisogno irrefrenabile che arrivasse la nuova stagione, probabilmente anche per merito di chi ha curato le campagne social e che ha saputo “instillare” la dose quotidiana di Stranger Things ai fruitori dei post.

Dark

Se siete degli psicopatici dei viaggi nel tempo come me, questa non ve la dovete perdere.

I primi 3 episodi sono:

  • Aspetta, in che anno siamo?
  • Mmh quello chi è?
  • Ma quello non era in un anno diverso?

Dopo tanti mmmh riuscirete a capirci qualcosa e ve la godrete (magari poi tornate a rivedere le prime 3 puntate).

Ammetto che in questo caso non ho visto delle grandi campagne di comunicazione, se non concentrate a ridosso del lancio. Non si tratta di una critica, considerando il prodotto un po’ di nicchia è stata una scelta probabilmente saggia, visto che i gruppi di discussione già esplodevano di commenti da parte dei fan.

La Casa di Carta

And the winner is….La Casa di Carta 3!

Questi ci hanno tartassato per bene. L’attesa per l’uscita della nuova stagione è stata così potente che mi sono sparato le 8 puntate in soli due giorni. E’ già finita e ci stanno già bombardando con la quarta stagione. Cari Social media manager di Netflix, vi prego, dateci un attimo per metabolizzare.

E viva Arturito!