Ne abbiamo parlato con Salus

Negli ultimi anni, complici la spinta post-pandemia e una crescente attenzione verso salute e sostenibilità, il mondo degli integratori naturali sta vivendo una trasformazione profonda. I consumatori sono sempre più informati, selettivi e orientati a soluzioni pratiche, personalizzate e trasparenti. In questo modo, realtà storiche come Salus Italia si trovano a muoversi in uno scenario in evoluzione, in cui dimostrano come sia possibile innovare senza perdere autenticità. Si adattano linguaggi, canali e formati a un pubblico che cambia e diventa sempre più trasversale, ma si mantiene la fiducia centrale. Abbiamo parlato di tutto questo con Stefano Davini, Country Manager Italia di Salus, in uno sguardo dall’interno al mondo del wellbeing.

Quali sono stati i cambiamenti strategici indispensabili per continuare a crescere nel tempo, mantenendo un solido rispetto verso la vostra centenaria tradizione e che direzioni future immaginate per il vostro settore?

I maggiori cambiamenti sono stati apportati più in ambito distributivo e di comunicazione che di prodotto. Anche se dal 2025 abbiamo inserito referenze che hanno una componente di marketing più evoluta rispetto ai tradizionali prodotti Salus, come accaduto con Floradix Stick.  

Per la parte distributiva stiamo monitorando le scelte dei consumatori in termini di touchpoint d’acquisto, a partire dallo switch da negozio tradizionale agli acquisti online. Basti pensare come, alcuni anni fa, il naturale fosse appannaggio delle erboristerie. Solo successivamente altri canali come le farmacie hanno compreso l’interesse del pubblico sugli integratori e in particolare sugli integratori naturali. Di seguito anche altri canali come la grande distribuzione hanno iniziato a vendere integratori attraverso spazi dedicati con corner assistiti da farmacisti esperti.

Per quanto riguarda la comunicazione, dal 2020 abbiamo trasferito tutti gli investimenti in comunicazione dall’offline all’online che ci permette raggiungere un pubblico più selezionato ed in target.   

In che modo puntate a costruire una presenza social d’impatto per Salus Italia? Come pensate di gestire l’evoluzione del target e il cambio generazionale dei consumatori per rafforzare la percezione del brand?

I social per noi sono uno strumento fondamentale, perché ci permettono di raccontare l’azienda e i prodotti in modo diretto, continuativo e coerente con i nostri valori. Salus è un marchio con una storia importante: nel 2016 ha compiuto 100 anni e questo significa acquisire contenuti, competenze e credibilità da raccontare, non solo da promuovere.

Molti dei nostri prodotti hanno una lunga tradizione d’uso e formulazioni consolidate nel tempo, caratteristiche che difficilmente possono essere spiegate con una comunicazione “veloce”. Questo ci spinge in modo naturale verso una costruzione del racconto più profonda, fatta di ingredienti, qualità delle materie prime, processi produttivi, attenzione alla tollerabilità e all’uso prolungato, oltre che di ascolto delle esigenze reali delle persone.

Per quanto riguarda l’evoluzione del target e il cambio generazionale, il nostro approccio non è quello di rincorrere le tendenze, ma di adattare il linguaggio e i formati, mantenendo intatti i contenuti e la sostanza del brand. Aspetto imprescindibile considerando come i nuovi consumatori cerchino autenticità, trasparenza e coerenza: elementi che fanno parte del DNA di Salus da sempre. Per questo attraverso la nostra presenza sui social cerchiamo di valorizzare la storia e l’affidabilità del marchio ma cerchiamo anche di parlare molto dei contesti d’uso dei prodotti perché non sempre è chiaro quando usare i nostri prodotti e perché.  I nostri sono integratori che devono comunque aiutare le persone a stare meglio attraverso benefici chiari e percepibili.  

Quanto è importante per voi che le scelte di Salus, dai prodotti agli imballaggi, riflettano un impegno concreto verso la sostenibilità ambientale e il benessere sociale?

La Salus ha da sempre seguito il filone della sostenibilità anche quando nessuno ne parlava. È stata una delle prime aziende (1996) in questo settore ad ottenere la certificazione EMAS (sistema di ecogestione e audit). Dal 2020 le due sedi Salus in Germania sono a impatto climatico zero. Nello stesso anno è stato fatto un ulteriore passo in avanti nella certificazione da EMAS a EMASPlus che comprende l’importante tema della responsabilità sociale d’impresa. Ogni tre anni pubblichiamo il “Bilancio di sostenibilità” dove vengono riportati nel dettaglio tutti i numeri per meglio comprendere le attività Salus nella gestione integrata della sostenibilità.

In che modo la digitalizzazione e le nuove tecnologie possono aiutare Salus Italia a far vivere ai vostri clienti un’esperienza di benessere più personalizzata e a rafforzare la percezione del brand come punto di riferimento per la salute naturale?

Per Salus Italia la digitalizzazione è uno strumento per rendere l’esperienza di benessere più consapevole e personalizzata rafforzando al tempo stesso la relazione con il consumatore. Le nuove tecnologie ci permettono di ascoltare meglio i bisogni delle persone e di offrire contenuti mirati, chiari e coerenti con i principi della salute naturale. Il mercato degli integratori è cresciuto e continua a crescere e ogni anno ci sono nuovi operatori, nuovi prodotti, nuovi ingredienti, quindi diventa fondamentale fornire informazioni che permettano al consumatore di fare le giuste scelte secondo le proprie esigenze.

Il digitale ci consente inoltre di raggiungere un pubblico potenzialmente senza limiti geografici, anche oltre la nostra distribuzione fisica, mantenendo una presenza costante lungo tutto il percorso del consumatore. In questo modo possiamo informare, educare e costruire fiducia già prima del momento dell’acquisto.

Attraverso una comunicazione personalizzata per target e fasi di vita, Salus rafforza il proprio ruolo di punto di riferimento autorevole e affidabile per chi cerca soluzioni naturali per il benessere quotidiano, unendo tradizione, competenza e strumenti contemporanei.

Quali motivazioni vi hanno portato a discostarvi dagli schemi della tradizione centenaria dell’azienda e a orientarvi verso lo sviluppo di prodotti innovativi come Floradix Stick?

Da tempo, in Italia così come in altri mercati in cui la linea Floradix è presente, emergeva la richiesta di un formato più pratico, pensato per un consumatore giovane e dinamico, che in qualsiasi momento della giornata necessita di integrare il prodotto in modo semplice e senza l’ausilio di acqua.

Per rispondere a questa esigenza, senza rinunciare ai valori che hanno sempre contraddistinto il marchio, Salus ha avviato un percorso di sviluppo volto a coniugare innovazione e qualità. Per noi si è rivelato fondamentale ampliare l’offerta per intercettare nuove abitudini di consumo, evitando di perdere una fascia di mercato sempre più rilevante ma mantenendo gli elevati standard qualitativi di Floradix.

Floradix Stick rappresenta il risultato di questo equilibrio, coniugando la tradizione di una formula consolidata, che unisce ferro, vitamine e piante alla modernità di un formato orosolubile, pratico e adatto allo stile di vita contemporaneo.

Oggi più che mai il benessere non è solo una questione di prodotto, ma di esperienza, accessibilità e consapevolezza: dal formato al canale, fino al modo in cui viene raccontato. Il mondo degli integratori naturali ci mostra chiaramente come tradizione e innovazione possano convivere, dando vita a soluzioni sempre più vicine alle esigenze quotidiane delle persone.

Grazie Stefano e grazie Salus Italia per averlo raccontato con concretezza, offrendoci uno sguardo su come evoluzione digitale, sostenibilità e attenzione al consumatore stiano ridefinendo il settore.