Quei media che non ti aspetti, ma che se stai qui te li spiego io

Da sempre mi sarebbe piaciuto scrivere un libro sugli aneddoti “del marketing”.

Un cosa simile accade già in molte agenzie in cui si scrive, e si aggiorna regolarmente, un diario – segreto ma non troppo – sulle assurdità pronunciate da colleghi, clienti ed esperti “del marketing” (non vi dirò neanche sotto tortura se questo accade anche in copiaincolla).

Ci sono aneddoti “del marketing” divertentissimi, perlopiù innocui, che rappresentano bene questo mondo sempre al confine tra realtà e delirio onirico. Poi ci sono luoghi comuni, frasi pronte-per-ogni-situazione adattissime a rompere il ghiaccio, intermezzi tautologici da corridoio e da sala riunioni, incauti e pericolosi.

<<Beh, la carta stampata è morta>> pronunciata con sufficienza sorseggiando il velenoso caffè della macchinetta.
<<In tele ormai ci solo X-Factor, Cooking Show e serie tv>> detto con critica delusa swappando liquido tabacco 7 foglie senza nicotina.
<<E il Web che poi tanto non funzia mica per davvero>> sottoscritto con lo sguardo basso sditeggiando sullo smartphone.

Tralasciando l’assurda sintesi di questi epiteti, per stare al gioco (dai non fatemi essere sempre pesante come sono stato qui), un esercizio divertente potrebbe essere elencare/ricordare ulteriori media possibili in cui pianificare un bel contenuto con un bel messaggio. Proviamoci!

La radio

Che lo ammettiate o no la trascurano in molti, eppure è un mezzo straordinariamente potente, persuasivo e molto memorabile.

La nuova radio – Spotify

L’ho suggerito di recente a un cliente, che dapprima ha scosso la testa, poi ci ha ripensato. In ufficio, in negozio, in metro, in treno, in auto (con un auricolare solo, mi raccomando!) o camminando per Milano. In casa sulle Smart TV o dal telefono con la cassa bluetooth. E per i marketers più all’avanguardia con la possibilità di avere video/banner/grafiche sul display mentre passa il contenuto pubblicitario.

La radio in store

Sì, esiste, e va fortissimo. Probabilmente è il media in cui la prossimità con il prodotto è maggiore. Cioè addirittura una roba del tipo “ehi tu, perché non vai allo scaffale e mi compri?” 😉 Più comodo di Amazon.

Amazon e le insegne digitali

Secondo voi quelle belle newsletter che Amazon vi manda cosa sono? Esattamente, si può evidenziare la presenza di un prodotto in assortimento. Come anche si può utilizzare un banner di testata o collegato a determinate ricerche per ricordare della nostra presenza.

Smart TV e piattaforme di video on demand (Netflix e soci)

La mia Smart TV ha installato di default Youtube, Netflix, D-Play, Rai.tv, Infinity, Now TV e moltissime altre app. Ve la ricordate la TV via cavo di cui si sentiva parlare nei telefilm americani? È arrivata anche da noi, con un nome nuovo e con rinnovati spazi pubblicitari.

TV sul PC o Android TV

L’assenza della TV in casa (digitale terrestre o pay tv che sia) ormai è la realtà di molte case. Tralasciando gli amici del corsaronero, sono molte le giovani coppie e non che guardano contenuti televisivi direttamente su PC o affini.

Playstation, Xbox e i canali del settore gaming

Le console da gioco sono ormai diventate dei veri e propri media center. Grazie alla qualità sempre crescente dei titoli di gioco, il settore del gaming sta registrando un boom esplosivo e il business degli e-sport è diventata una realtà che catalizza l’attenzione di molto pubblico.

YouTube

Se non avete mai visto una replica di Crozza sul tubo siete out. Nel caso, recuperate il tempo che avete perso e sappiate anche che oltre al formato in-stream oggi c’è pure la possibilità di far passare il contenuto anche durante il video che si sta guardando (e non più solo prima, come nel classico preroll).

Twitter e il second screen

Ti sei perso davvero molto se non hai mai usato twitter guardando un programma TV. Tra #GrandeFratelloVip e #sanremo2018 inserire un contenuto con molta visibilità è davvero semplice!

Insomma, tanta roba eh? Però… possiamo dirci  in tutta sincerità che quando la carta stampata stava meglio, forse stavamo (leggi: pianificavamo) meglio pure noi “del marketing”? 😉
Ciao.
SF