Ne abbiamo parlato con SIG

SIG Group è una multinazionale B2B specializzata in soluzioni di packaging per prodotti alimentari e bevande. Attualmente conta una produzione di 57 miliardi di confezioni a livello globale, create per essere sicure, sostenibili e convenienti.

Ancor di più, ciò che caratterizza SIG all’interno del suo settore di riferimento è la spiccata strategia di sostenibilità che l’azienda sta sviluppando nella sua quotidianità decisionale e produttiva, con una strada basata su pilastri chiari e definiti: Climate+, Resource+, Forest+ e Food+. Un percorso che sta portando questa realtà a concentrarsi sulla riduzione dell’impronta di carbonio e sull’innovare i suoi processi mentre raggiunge questo risultato.

All’interno di quest’intervista abbiamo esplorato insieme al team marketing SIG, con le voci di Davide Forlini, Senior Marketing Manager Italy, Iberia & South-East Europe e di Alice Grossi, Junior Marketing Manager, le sfide che questo reparto incontra nel comunicare temi scientifici complessi con chiarezza e immediatezza, l’importanza di una narrazione che pone solide basi sui dati e che non cede al greenwashing e il valore strategico che queste azioni hanno sul lungo periodo non solo all’interno del settore, ma anche nella vita quotidiana dei consumatori.

Nella vostra pianificazione marketing quali sono le principali sfide che riscontrate nel comunicare questo posizionamento di attenzione all’ambiente e al futuro e quale risposta reale ottenete dal vostro target B2B?

Nel contesto attuale, ogni azienda ha la responsabilità di trovare soluzioni per contribuire concretamente agli obiettivi globali di tutela del clima. E noi come SIG lo facciamo già da diverso tempo: valorizzando i vantaggi intrinseci delle nostre confezioni, progettate per minimizzare l’impronta di carbonio, e cercando nell’innovazione gli strumenti per continuare a ridurre il nostro impatto ambientale. Per chi si occupa di marketing è sicuramente sfidante trovare la chiave di comunicazione giusta: bisogna trovare il punto d’incontro tra approccio scientifico, contesto legislativo e creatività, con l’obiettivo ultimo di rendere accessibili e trasparenti temi spesso percepiti come complessi ma fondamentali per comprendere non solo il periodo attuale ma anche le prospettive future.

Questo anche nel rapporto con i nostri clienti B2B, a cui cerchiamo di portare esempi tangibili di supporto nel percorso verso la riduzione delle emissioni, in particolare quelle dello Scope 3, contribuendo insieme ad un obiettivo comune.

L’obiettivo Resource+ mira a un packaging circolare, massimizzando l’utilizzo di materiali rinnovabili o riciclati. Quali delle vostre recenti innovazioni hanno avuto maggiore risonanza sul mercato? In più, avete dei progetti per comunicare questa circolarità anche al pubblico finale?

Esatto, prendiamo a riferimento le nostre confezioni in cartone, anche dette brick: partiamo dalle loro caratteristiche positive, ad esempio il fatto che siano, in media, composte al 75% da un materiale rinnovabile come la carta, cercando soluzioni per fare ancora meglio, in un percorso che abbiamo chiamato appunto “from good to great”. Un esempio perfetto è dato dalla nostra ultima innovazione, una confezione che riduce da 3 a 2 i propri materiali principali, grazie all’eliminazione dello strato di alluminio. E questo si traduce in una riduzione delle emissioni di CO₂ e in una semplificazione del riciclo. Sicuramente non è semplice parlare ai consumatori di questi argomenti, ma ciò non toglie che sia fondamentale, anche perché è cruciale il loro aiuto per far sì che le nostre confezioni siano correttamente conferite e possano poi essere riciclate. 

E cerchiamo di farlo in vari modi: attraverso i nostri clienti B2B, guidandoli nel trovare le formule migliori per raccontare le caratteristiche positive dei loro pack, ma anche direttamente. Ci teniamo a citare un progetto di cui siamo molto fieri, un “memory game” chiamato “SIGioca e impara”, che racconta a genitori e bambini come sono fatte le nostre confezioni e come aiutare a riciclarle!

Una parte della vostra strategia si basa sulla certificazione FSC™ (Forest+) e sulla riduzione degli sprechi alimentari. Le partnership con organizzazioni come WWF e iniziative come Cartons For Good come vengono integrate queste nella vostra comunicazione di brand con il target B2B?

Permettici di dedicare qualche parola al tema della riduzione dello spreco alimentare, che per noi rappresenta una priorità assoluta e che, troppo spesso, viene sottovalutata. Pensiamo, ad esempio, all’innovazione rappresentata dal passaggio dal latte fresco al latte a lunga conservazione: un cambiamento che non solo ha rivoluzionato la filiera produttiva e distributiva, ma ha anche contribuito concretamente a ridurre gli sprechi. In passato, il latte doveva essere consumato nel giro di pochi giorni, mentre oggi, grazie alle nuove tecnologie, può essere conservato per mesi senza perdere le sue proprietà nutritive. 

Per quanto riguarda le organizzazioni che hai menzionato, esse incarnano perfettamente l’approccio di SIG a queste tematiche. Il nostro impegno è quello di costruire partnership solide con associazioni e organizzazioni che condividano i nostri stessi valori, così da poter realizzare insieme progetti concreti e misurabili nel tempo. Queste collaborazioni non solo generano un impatto positivo, ma creano anche un valore aggiunto per i nostri clienti, offrendo loro maggiore sicurezza e nuove opportunità di comunicazione con i consumatori finali.

Come utilizzate i dati e i risultati di valutazioni, misurazioni e certificazioni a supporto della vostra comunicazione ma senza cadere nel greenwashing? A che punto pensate sia il vostro settore su questo?

Questo è un aspetto fondamentale, sia dal punto di vista etico sia perché oggi le associazioni dei consumatori e le istituzioni vigilano con attenzione sulle comunicazioni, con l’obiettivo di contrastare messaggi fuorvianti che potrebbero indurre in errore chi acquista. In questo senso, l’approccio rigoroso della nostra azienda rappresenta una garanzia: niente viene comunicato senza dati, analisi o certificazioni esterne a supporto.

Ad esempio, per la nostra nuova confezione senza strato di alluminio, abbiamo svolto uno studio con un ente certificatore indipendente, chiamato “Analisi del ciclo di vita” , che in quasi un anno di studi ha misurato le emissioni di CO₂ dall’origine delle materie prime fino allo smaltimento. Il risultato? Una riduzione certificata fino al 54% delle emissioni per l’Italia, un dato che abbiamo poi utilizzato per la nostra comunicazione proprio perché frutto di assoluta trasparenza e che anche i nostri clienti potranno utilizzare in linea con le nuove normative europee.

Guardando al futuro, SIG punta a una confezione che sarà completamente e facilmente riciclabile. Che ruolo assume il vostro dipartimento marketing nella definizione di una roadmap di prodotto per il futuro e quali punti fermi, culturali, sociali ed economici ritenete saranno cruciali per il successo del packaging nei prossimi 5 anni?

In realtà le confezioni in cartone sono già riciclabili! Tuttavia, il nostro impegno va oltre: vogliamo far sì che i nostri packaging siano sempre più facili da riciclare e che ci siano sempre più strutture dove farlo, motivo per cui abbiamo adottato delle linee guida su come realizzarle, validate insieme alle altre aziende produttrici e ai riciclatori. Su questa strada è poi fondamentale continuare ad innovare, a partire dalle produzioni senza alluminio, così come ci sono altri cantieri in azienda per aumentare sempre di più la quota di carta, ad esempio utilizzandola anche per i tappi. In questo ambito in realtà il marketing ha più un ruolo di “utilizzatore” e “comunicatore” per progetti che, come potete immaginare, seguono una pianificazione più legata all’R&D e ai dipartimenti di compliance, che fanno sì che le nostre confezioni possano rispettare tutte le normative vigenti a livello europeo. Ciò non toglie che, grazie alla nostra vicinanza ai clienti e ai consumatori, cerchiamo di intercettare tempestivamente nuove esigenze, trasferendole come stimoli per la nostra ricerca e sviluppo.

Oggi più che mai l’involucro può avere un’importanza pari, se non maggiore, rispetto al suo contenuto e il mondo del packaging ci permette di approfondire in modo chiaro quest’aspetto. Davide e Alice di SIG ce lo hanno raccontato al meglio in quest’intervista, permettendoci di comprendere le implicazioni che un lavoro lungimirante su sostenibilità, ricerca e sviluppo sia diventato vitale per aziende e consumatori.

Grazie e alla prossima puntata di Tavolobrain!