Sono un divoratore di notizie. Da sempre il mio setup preferito è un mix tra RSS, Podcast e Read it Later. Ho iniziato nel 2007 con Google Reader. Trituravo centinaia di articoli e selezionavo i più interessanti da leggere.

Oggi con Feedly, con i Podcast accessibili dagli smartphone e con la possibilità di archiviare articoli su ogni piattaforma, tutta questa informazione è molto più accessibile a tutti.

Adoro l’informatica e tutto quello che è possibile fare se sai smanettare con i computer.

Adoro la comunicazione, adoro il marketing e adoro i numeri. Adoro tutto questo almeno tanto quanto il mare, il lago e i viaggi.

Adoro la complessità delle cose mentre detesto la superficialità. Ok, sto sembrando un po’ secchione, ma tranquilli: cerco di non prendermi mai troppo sul serio.

Arrivo al punto.

In tutti questi anni ho letto tantissimi articoli di marketing in stile “Cinque modi per”, “Dieci regole per”, “Le strategie vincenti per”; un genere di topic/articolo/blog post che ha proliferato. Il risultato generale, certamente involontario, è un’errata percezione esageratamente semplicistica di storie e tecniche per lo più legati a innovazione e web.

Intendiamoci: non sono contrario allo stile, tantomeno alla sintesi; penso *solo* che, a dispetto di quello che sembra, siano articoli per nulla intuitivi.

Li affrontiamo con molta impreparazione perché nessuno ci ha insegnato come leggerli. Mi spiego meglio catalogando le forme più frequenti.

 Forma A 

La più diffusa è quella finalizzata a generare visibilità sull’autore di fatto, chi scrive informazioni con l’obiettivo di canalizzare il vero valore su di sé. Niente di male, più che legittimo. Importante che il lettore sia consapevole che il contenuto non è pronto per essere utilizzato.

 Forma B 

Un’altra forma è l’HowTo, cioè la spiegazione generosa ed esaustiva di come realizzare una determinata attività. Sono buon cibo per lettori con una forte connotazione operativa mentre diventano cibo tossico per un lettore che ne generalizza il contenuto poiché nessuna istruzione può essere applicata tale e quale su casi differenti.

 Forma C 

Infine ci sono articoli di ispirazione, che vanno letti senza mai porsi la domanda “Quindi?” dato che se la risposta è già dentro di te, è sbagliata

Quindi? 🙂

Quindi in tutti questi anni di lavoro in agenzia, ho continuato a leggere centinaia di articoli e ho continuato ad affrontare progetti di comunicazione sempre diversi in cui quei 10 modi, quei 9 trucchi non ci azzecavano mai.

Nessuna campagna uguale a un’altra, nessuna attività digital o social paragonabile ad altre. Tanti trucchi, tante ragioni, tanti modi, ma sempre diversi, mai gli stessi.

Solo un trucco vale sempre: studiare le informazioni in modo più critico, aggiungendo *chi siamo noi* al contenuto.

Solo noi sappiamo perfettamente chi siamo, chi scrive non lo può sapere. Mettere in relazione le nostre specificità con il contenuto ci permette di arrivare a un livello superiore di comprensione.

  • Il nostro brand ha un pubblico simile a quello del contenuto?
  • La copertura raggiunta dal caso è la stessa copertura che vogliamo raggiungere noi?
  • È superiore? È inferiore?
  • Il caso trattato è veramente un grande successo come dice di essere?
  • In quanto tempo si è raggiunto il risultato?
  • Le percentuali riportate a cosa si riferiscono?
  • Se l’articolo tratta di un E-Commerce che ha venduto il 10% in più a Natale, qual è il valore di riferimento?
  • In termini assoluti (o comparato a nostri obiettivi) è un vero successo o è una ciofeca?

Interrogarsi su dati comparabili è utilissimo per aiutarci a confrontare la nostra realtà con quella in oggetto, e quella in oggetto con i valori assoluti del mercato. Nella mia carriera non ho mai trovato un progetto facile da realizzare e probabilmente neanche voi. La condivisione e la diffusione dell’informazione ci offre accesso a grandi quantità di casi interessanti, ma questa opportunità esige il necessario bagaglio di capacità critiche per saper comprendere e utilizzare l’informazione che si sta leggendo. Avete badato a quanti pochi articoli parlano di casi di insuccesso? Scommetto che invece voi vi ricordate molto bene quante volte le cose non sono andate esattamente secondo i piani.

Tutto ciò è molto più noioso che non sognare di diventare famosi in 5 mosse? Sì.

Se però come me sognate il mare, le vostre passioni o la vostra isola deserta, allora provateci! Così magari il prossimo articolo di successo che leggerò sarà il vostro.

 

Ciao. SF.